Festa e Fiera di San Marco e Festa della Madonna del Buon Consiglio

di Stefano Tanisi

San Marco si festeggia a Ruffano da tempo immemorabile, forse dal XII secolo, quando i monaci bizantini dipinsero nella loro chiesetta ipogea un affresco raffigurante il santo mentre si accinge a scrivere -in greco- il primo passo del suo Vangelo.

Il santo è invocato come protettore dell’udito: il 25 aprile, giorno in cui ricorre le solennità dell’Evangelista, si distribuisce ai devoti un batuffolo di cotone imbevuto di olio benedetto, che applicato nel condotto auricolare, attenua il dolore sino a farlo passare. I numerosi ex voto in oro e argento esposti (per la maggior parte a forma di orecchio) testimoniano le grazie ricevute dai fedeli. Nella piccola cappella ruffanese, meta di numerosi pellegrinaggi, sono poste la reliquia e la statua in cartapesta dell’evangelista.

La mattina di questo giorno, si tiene la tradizionale Fiera di S. Marco, la più antica (XV secolo) fiera primaverile dei dintorni, con la quale si introducevano i frutti di stagione e si potevano acquistare gli strumenti da lavoro e i prodotti d’artigianato locale come le terracotte. In origine si svolgeva solo nello slargo antistante alla chiesa (c.d. borgo S. Marco) e già dall’Ottocento si è estesa nella parte sud del paese, divenendo oggi la più importante fiera-mercato del basso Salento.

In questo giorno di festa si può anche visitare la cripta dedicata sempre a San Marco (XII sec.), situata al di sotto della chiesa del Carmine. Si accede da una porticina immessa nella parete sinistra dell’aula liturgica. Scendendo si potrà proprio vedere l’affresco del santo dipinto sul pilastro centrale.

A pranzo i ruffanesi gustano la tradizionale “scapece” -pietanza introdotta dai commercianti gallipolini- cioè del pesce marinato nell’aceto e nella mollica di pane con l’aggiunta di zafferano, che dà il caratteristico colore giallastro.

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